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LA DIVINA COMMEDIA DELL'ARTE - INFERNO

La Bottega dei Comici Fraternale - compagnia di Commedia dell'Arte
In collaborazione con: Teatro dell'Applauso

DRAMMATURGIA E REGIA: Gabriele Guarino
COREOGRAFIE: Francesca Cinanni
SCENE: Luca Gabos
COSTUMI: Valentina Verzino
AMBIENTI SONORI: Andrea Lucarini Trucco
ORGANIZZAZIONE: Federico Fanella

CON: Lorenza Sacchetto, Carmine Paraggio, Luca Gabos, Alberto Falcioni, Francesca Cinanni, Alfredo Giordano, Andrea Lucarini Trucco.

E se il viaggio all'Inferno lo compisse Arlecchino e non Dante? Ma chi è poi, Arlecchino? La maschera più famosa della Commedia dell'Arte, il teatro di tradizione italiana per eccellenza, si immerge nella materia allegorica della più celebre opera della nostra letteratura. Affronta quindi il suo viaggio, alla ricerca di un suo padrone (fisico o spirituale), non meglio specificato, con quella sua tipica libertà assoluta di vagabondare tra gironi, peccatori, custodi, e quella sua propria famelica curiosità di esperire ogni stimolo su di sé, cambiando così, continuamente, la sua natura, fino a smarrirsi.

Se la Divina Commedia è viaggio del cuore e della mente, la Commedia dell'Arte è azione e reazione dei corpi, laddove il concetto del “non ragionar di loro” non può più bastare, per chi invece “guarda…e agisce”.
Intorno al bisogno di smarrirsi, come fuga dalla società e dalle maschere che ci impone, la storia di Arlecchino all'inferno riprende sia lo slancio di poter essere, fare, dire tutto ciò che si sente, ma anche il rischio, forse necessario, di abbandonare le proprie presunte identità e percepire la propria natura, il caos.
Viene allora da pensare alle presunte identità che oggi assumiamo, in cui esiste la stessa potenzialità di evadere dalla realtà, e di smarrirsi, in una maschera apparentemente protetta, che è l'identità digitale. Arlecchino quindi diventa l'allegoria, in chiave dantesca, dell'identità digitale assunta da una giovane donna “nel mezzo del cammin di sua vita”, che, rifiutando le pressioni e le etichette del suo mondo reale, decide di perdersi nell'esplorazione di una piattaforma social. Il viaggio diventa talmente seducente e rischioso che il confine tra esplorazione e manipolazione, agente e agito, diventa sempre più sottile, così come quello tra finzione e realtà: quale delle due incide veramente nella sua percezione di se stessa, e quale delle due si può veramente chiamare “realtà”? Alla fine restiamo sempre noi con la domanda che ci punge da sempre. Non tanto “io chi sono?” ma prima ancora “io dove sono?” Ecco che allora la ricerca da parte di Arlecchino del suo padrone altro non è che l'urlo disperato di un'anima persa che rischia e forse accetta di morire a se stessa per trovare, prima ancora che una direzione, innanzitutto una percezione “reale” di sé.

GIORNI E ORARI:
25 Febbraio 2027 ore 21:00
26 Febbraio 2027 ore 21:00
27 Febbraio 2027 ore 21:00
28 Febbraio 2027 ore 18:00

 

NB L'ACCESSO ALLO SPETTACOLO E' RISERVATO AI SOLI SOCI.
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